The X-Files – 10×04 Home Again – Recensione by R.

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Un nuovo mostro della settimana in perfetto stile X-Files che fa da sfondo ad un episodio intimo e triste per i nostri protagonisti, ma soprattutto per Dana Scully.

È lei infatti a diventare il fulcro di questa puntata quando il fratello le comunica che la madre Margaret è in fin di vita in seguito ad un attacco di cuore. Scully si precipita quindi al suo capezzale, mentre Mulder resta a Philadelphia ad occuparsi del caso. La dottoressa Scully, razionale e distaccata, lascia il posto alla figlia Dana, smarrita e impaurita di fronte alla prossima perdita della madre. E Gillian Anderson è molto brava nel rendere il tumulto di emozioni affrontato dal suo personaggio senza scadere nel rischio di risultare incoerente rispetto alla Scully che abbiamo conosciuto in passato: non è mai esagerata, difficilmente vediamo il suo volto rigato di lacrime. Ma non per questo risulta meno addolorata, anzi. L’unica occasione in cui perde un po’ della sua pacatezza è quando quegli stessi inservienti che poche ore prima avevano portato via un corpo sconosciuto, vengono per sua madre. Pure in quel momento però Dana ha la reazione che ci aspetteremmo da lei: si butta nel lavoro, torna con Mulder a Philadelphia per il caso del Band-Aid Nose Man.

Lo stesso atteggiamento pacato e composto lo ritroviamo anche nell’interazione fra lei e Mulder, come è sempre stato. In nove stagioni non abbiamo mai assistito a gesti di amore e intimità tra i due protagonisti, stavano insieme senza stare manifestamente insieme; e così è oggi, dopo William e la stessa ammissione di Dana della fine della loro relazione. Fox le sta vicino, ma ad un occhio estraneo e distratto i suoi gesti potrebbero apparire come il sostegno di un collega. Eppure per noi fan quella semplice mano sul braccio di lei è piena di significato: non servono grandi abbracci e baci, ci basta quel tocco per capire il legame profondo tra i due.

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A Philadelphia il Band-Aid Nose Man fa letteralmente a pezzi in un colpo solo le sue vittime, colpevoli di sfruttare in modi diversi gli homeless della città. Deve il suo nome al cerotto che porta sotto il naso, lascia tracce di vermi dietro di sé, è privo di impronte digitali e dopo il suo passaggio compare un disegno che lo ritrae. Insomma è a tratti disgustoso e le sue apparizioni sono piuttosto inquietanti. Rintracciando l’artista del murales, Trashman, Mulder e Scully svelano in parte il mistero; l’uomo sostiene di aver disegnato il Band-Aid Nose Man come una sorta di protettore per gli homeless inascoltati, ma costui si è concretizzato in quello che nel Buddhismo Tibetano è chiamano “tulpa”, ossia un’entità incorporea che ha preso vita dal pensiero del suo creatore. Nel caso di Trashman però questa entità si è messa ad uccidere, superando quindi la sua volontà. È a questo punto che il caso della settimana entra in contatto con il percorso di Scully non più unicamente quale distrazione dal lutto. Uno dei grandi interrogativi rimasti alla donna dopo la morte della madre è perché Margaret prima di morire abbia voluto sentire la voce di Charlie, il figlio con cui non parlava da anni. La risposta le arriva proprio dal racconto di Trashman: indipendentemente dallo stato dei loro rapporti, Charlie lo aveva messo al mondo Margaret, era una sua responsabilità, ecco quindi per quale motivo aveva bisogno di sapere che stava bene prima di andarsene. Lo stesso discorso vale per Trashman: lui ha creato il Band-Aid Nose Man, è una sua responsabilità, è lui che deve occuparsene, non può nascondersi per non assistere ai suoi atti.

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Ma lo stesso può dirsi per Scully rispetto a William. Sin dall’inizio della puntata l’argomento William è sempre stato lì, con Dana che vedeva sullo schermo del telefono il nome del figlio per qualunque chiamata ricevuta. Le ultime parole di Margaret sono proprio per il nipote, a voler ricordare a Dana e Fox che è loro responsabilità sapere come sta il figlio al pari di lei con Charlie. Durante il racconto di Trashman, Scully ripercorre i brevi momenti trascorsi col piccolo William e comprende il significato delle ultime frasi della madre; rivediamo la nascita del bambino e quando la donna ha capito che avrebbe dovuto rinunciare a lui per il suo bene. Che nostalgia! Ricordo l’episodio in cui è nato come se fosse stato ieri! Starà bene? Si porrà domande sui suoi genitori? Queste le domande che tormentano Scully e che hanno molta meno probabilità di trovare risposta di quelle di Mulder sugli alieni. Quel “I want to believe… I need to believe” che le sentivamo pronunciare nel promo della miniserie era riferito a William, alla paura di ciò che lui potrebbe pensare dei suoi genitori biologici – “that we didn’t treat him like trash”.

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L’episodio è diretto da un altro veterano della serie originale, Glen Morgan e vede due importanti ritorni. Sheila Larken torna a vestire i panni della mamma di Scully; non è bello quando un attore del passato fa ritorno anche solo per pochi minuti? Ritrovare quello stesso volto dopo anni è importante per noi fan ed è anche significativo del rispetto e dell’affetto che l’attore ha per lo show – senza contare che non costringe alla scelta di nuove facce o ad escamotage di ripresa.

Ricompare inoltre l’autonoleggio Lariat Rent a Car, presente anche in Veronica Mars, Breaking Bad e Supernatural. Anche qui, non vi dà una certa soddisfazione pensare che i personaggi di questi show potrebbero incrociare le loro strade in un giorno qualunque?

Da sottolineare inoltre che per la prima volta fa la sua comparsa il fratello minore di Dana, Charlie, seppure solo con la voce. Lo avevamo sentito nominare nelle precedenti stagioni, ma non c’era mai stato alcun segno concreto della sua esistenza.

Il caso del mostro della settimana si risolve solo in parte: Trashman sostituisce il volto della sua creazione con una faccia sorridente e gli omicidi terminano, ma l’immagine del Band-Aid Nose Man rimane sul muro dando l’idea che si stia solo prendendo una pausa in attesa che gli diano motivo di tornare in azione. Un senso di sospensione dunque, nel miglior stile X-Files, il cui marchio di fabbrica viene impresso sul caso dalle luci emesse dalle torce di Mulder e Scully, che s’incrociano formando una X. Ma a rimanere in sospeso è soprattutto Scully riguardo al figlio e forse per lei non ci sarà mai soluzione; scoprire come sta William infatti sarà pure una sua responsabilità, ma lo è anche tenerlo al sicuro. Per quest’ultima ragione lo aveva dato in adozione ed indagare ora su di lui rischierebbe di esporlo a quel pericolo da cui lo aveva voluto proteggere. Ma possibile che Scully e Mulder – e noi – resteranno col dubbio sul destino di William? O questi continui riferimenti al figlio preludono a qualcosa entro la conclusione di questa miniserie?

[Questo post lo potete trovare anche presso la nostra affiliata X-Files Blue Book/X-Files Italian Fan Club che ringrazio per la collaborazione]

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