True Blood – 7×01 Jesus Gonna Be Here (Season Premiere) – by S.

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Domenica 22 giugno i vampiri della Louisiana sono tornati sui nostri schermi con una premiere dagli ascolti discreti (4 milioni di spettatori durante la prima messa in onda, 5,8 milioni considerando anche le repliche: cifre grosso modo in linea con quelle dell’anno scorso); questo primo episodio ha impostato il tono e l’atmosfera della settima ed ultima stagione: un tono più cupo ed un’atmosfera quasi apocalittica, nel complesso uno scenario molto più serio e negativo rispetto a quelli a cui True Blood ci aveva abituati.

In questa nuova atmosfera la narrazione riprende esattamente da dove l’avevamo lasciata, ossia da quel cliffhanger sull’arrivo a Bon Temps dei vampiri infetti; questa circostanza permette di entrare subito nel vivo dell’azione, con una delle sequenza di lotta, sangue e rapimenti (God save Arlene) più intense della serie. Se questo non fosse abbastanza per farci capire che la situazione è davvero seria, ci pensa subito dopo l’improvvisa morte di Tara: come a Westeros, anche qui non sono al sicuro nemmeno i protagonisti di lungo corso. Va detto che l’avvenimento in sè non viene mostrato, quindi c’è una remota possibilità che Tara sia ancora viva: per ora dobbiamo fidarci della disperata reazione di Lettie Mae, che sappiamo non essere una fonte particolarmente attendibile. Tara non è mai stata molto simpatica, con quella sua voglia di essere sempre incazzata con tutti quanti, toccando il fondo quando è stata trasformata in vampiro: capisco il trauma però, figlia mia, fattene una ragione! Persino Jessica ci si è abituata più in fretta e senza tutte quelle crisi esistenziali! Nonostante questo, il personaggio è nettamente migliorato grazie alla storyline con Pam, di cui sarebbe stato interessante vedere di più.

Le reazioni successive all’attacco sono riassumibili in panico e caos generalizzati, situazione più che propizia per il formarsi di un gruppo di vigilantes che vogliono far fuori tutti i vampiri (tema ricorrente) e, chiaramente, non sono per nulla entusiasti del progetto di “mixing” proposto da Bill e Sam; questi squilibrati sono guidati da tal Vince, a cui tutti si rivolgono come se lo conoscessero da una vita, e quindi vi chiedo: ma chi diavolo è Vince? Io non me lo ricordo! Da dove arriva? Cos’ha fatto nella vita? Illuminatemi! Oppure trascorrerò la serata su wikipedia per colmare questa lacuna.

La storyline per ora più interessante è quella di Jessica, che cerca di espiare le sue colpe proteggendo Adilyn anche rischiando la propria vita. La scena in cui affronta il vampiro infetto riesce a trasmettere suspence nonostante la completa assenza di qualsiasi azione: ci sono solo gli sguardi delle due ragazze, i loro dialoghi, la preoccupazione e l’incertezza negli occhi di Adilyn e il leggero fumo che la pelle di Jessica comincia ad emanare sotto un cielo plumbeo in cui il sole sorge lentamente; e tanto basta a tenerci sulle spine per la sorte di entrambe. Anche il personaggio di Andy, la cui trasformazione era iniziata già la scorsa stagione, risente parecchio della nuova impostazione della serie: ormai lontani sono i giorni in cui non era altro che una macchietta di contorno, quasi caricaturale; trasformato in uomo maturo dalla paternità, ora si cala nel ruolo di protettore della città e dei suoi cittadini, molto più di quanto non abbia mai fatto in passato semplicemente indossando una divisa (per di più lo fa alleandosi con Bill, l’uomo che odia di più al mondo, ulteriore prova della sua crescita e della capacità di saper guardare oltre se stesso in nome di un bene comune).

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Anche Pam, il mio personaggio preferito in assoluto, perde un po’ della sua ironia: le tipiche frecciatine spietate lasciano il posto a riflessioni caratterizzate da una grande amarezza di fondo, che pervade tutte le sue scene in modo anche inaspettato (quella reazione davanti alla bambina non è certo qualcosa che ci saremmo aspettati da Pam, almeno non in questi termini), a riprova di quel tono generale meno leggero che si ripercuote proprio su tutti. Una nota positiva comunque c’è: Pam è sulle tracce di Eric ed è più che mai determinata a riportarlo a casa (“Where the fuck’s my maker?”), il che lascia presupporre con una certa sicurezza che Eric sia vivo: DIO ESISTE!! L’estate 2014 avrà un senso solo quando lo ritroveremo, anche se mi aspetto rivelazioni drammatiche e twist improbabili nella migliore delle tradizioni di True Blood.

Ovviamente ritroviamo anche Sookie, di nuovo alle prese con le conseguenze negative della telepatia e, soprattutto, con quelle di essere andata a letto con tutti i vampiri della zona; considerando che legge i pensieri di tutti sin da bambina, la sua sfuriata contro Alcide non mi sembrava proprio necessaria: ormai dovrebbe essere in grado di distinguere un pensiero fugace, dovuto alle circostanze contingenti, ed un pensiero formulato a mente lucida e consapevolmente. Ad ogni modo, la scenata dà Alcide l’occasione di fare qualcosa che abbia effettivamente un senso all’interno della trama complessiva della serie, elemento che fa ben sperare per il futuro dopo le inutilità della scorsa stagione.

Se da un lato, quindi, sono introdotte molte sfaccettature nuove di personaggi ed ambientazioni già noti, dall’altro lato ritroviamo anche molti elementi tipici di True Blood: un esempio su tutti, la scena di sesso tra Jason e Violet (questa donna comunque non è normale, verrà mai data una giustificazione ai suoi comportamenti o è solo un po’ schizzata?) o quella più romantica (se così si può dire) tra Sookie e Alcide; anche il racconto di James a Lafayette fa eco a temi cari alla serie: sia affrontando (seppure non espressamente) la questione dell’omosessualità, sia osservando l’inutilità della sofferenza e del lutto a cui gli uomini spesso si attaccano. Queste osservazioni, in particolar modo, rimandano chiaramente a quanto disse Pam al suo psicologo pervertito nel campo di concentramento (episodio 6×05), una delle sue citazioni migliori: “You humans love your pain, don’t you? You just love bein’ in it. You even consider it a virtue. Cry the most at a funeral, you must be the best person. You promise to never forget each other. You promise to feel the sting of loss forever. Because for y’all, “forever” is just the blink of an eye. Your lives are pathetically brief. When we say “forever,” we have to mean it. So we move past our pain. We heal. We move on. Because pain, is a worthless emotion“.

Ancora più che nella precedente, questa stagione sembra rappresentare un ritorno alle origini: al centro ci sono Sookie e i suoi concittadini che, volenti o nolenti, si trovano a dover affrontare un nemico comune. Non più, quindi, antagonisti esterni, strane creature semi-mitologiche o lotte interne al mondo dei vampiri: questa volta è Bon Temps contro tutti.

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