True Blood – 7×04 Death Is Not The End – by S.

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Continua il ritorno alle origini di True Blood, con una carrellata di volti noti, personaggi conosciuti tempo fa e persi un po’ di vista nel corso del tempo (Hoyt, il Magister, Ginger, il padre di Alcide) e la trama che si chiude ancor di più su se stessa, con l’intersecarsi della storyline di Pam ed Eric con quella di Sookie & Co.

La morte è senza dubbio il tema centrale dell’episodio (a partire dal fatto che, come sottolinea Sookie a Jessica, anche la metà dei protagonisti è tecnicamente morta). Il panorama dipinto è davvero triste e desolante: tra Eric malato terminale, la straziante telefonata di Jason al suo ex migliore amico per informarlo della morte della madre, i sensi di colpa di Lafayette e Jessica per essere responsabili della morte di altre persone, Arlene che vede il fantasma di Terry e Sookie che combatte le lacrime per la morte di Alcide, sembra che la morte sia l’unico epilogo possibile per questi personaggi: non c’è speranza, non c’è luce in fondo al tunnel. Eppure, è proprio dalla morte, da quella di Alcide, che Sookie trae la determinazione e la forza d’animo necessarie per prendere in mano la situazione: con un impeto quasi da season finale, sa convincere tutti quelli che incontra sulla sua strada ad entrare in azione e guida il gruppo verso la liberazione delle amiche prigioniere dei vampiri infetti. È la forza della disperazione che muove Sookie, quell’ “I can’t take anyone else dying because of me” su cui tanto insistevano i promo della stagione è il fuoco che alimenta ogni sua azione; nonostante tutti gli insulti che Sookie si è meritata negli ultimi anni, nessuno meglio di lei avrebbe potuto essere il fulcro di questa puntata, perchè nessun altro ha quello stesso background, necessario per suscitare proprio quella reazione.

Importantissima anche la storyline di Eric e Pam: i loro flashback, già apprezzabili per la ricca dose di ironia che apportavano alle puntate e di cui Pam è la regina incontrastata, ora si rivelano anche utili per lo svolgimento della trama complessiva. In una sorta di “come tutto è iniziato”, in cui scopriamo come si è arrivati all’Eric incontrato nella prima stagione (che su quel trono e con quei capelli lunghi a me sembrava uscito dritto dritto da Uomini & Donne, per fortuna è migliorato nel tempo!), ecco che la nascita del Fangtasia si rivela anche la chiave di volta per la liberazione di Arlene (ora che ha chiacchierato con il fantasma Terry e ha deciso di restare viva, in una scena molto coinvolgente, mi auguro che riesca a voltare pagina una volta per tutte). Un altro aspetto del ritorno alle origini di cui ho spesso parlato si delinea nel momento in cui Eric bussa alla porta di Bill: un solo secondo, un solo sguardo, la voce di Sookie in sottofondo ed ecco che il triangolo amoroso è risorto (anche perchè Sookie e Bill hanno appena flirtato per l’ennesima volta). Ovviamente, considerando i recenti avvenimenti, l’atmosfera non è la stessa di quando il principale problema era con quale dei due condividere la bara, ma gira e rigira siamo sempre lì. Non ho apprezzato per nulla le smancerie tra Sookie ed Eric che sono seguite al loro incontro: se è vero che solo con lei lui è in grado di mostrare un briciolo di affetto, escludendo quello derivante dai legami familiari, lei comunque è una lagnosa perennemente indecisa e di certo non lo merita. Come sempre, Pam rende perfettamente l’idea: “she’s like a fucking fungus that just won’t go away“; dopo tante puntate di sentimentalismo, finalmente Pam è tornata se stessa!

L’unico altro personaggio ad avere qualcosa da fare oltre a partecipare ai piani degli altri è Jessica, che ci racconta il suo dramma interiore e il modo che ha scelto per punire se stessa. Effettivamente, i disturbi alimentari mancavano in True Blood, e declinarli in versione “vampiro che non guarisce” è un utile modo per affrontarli senza fare la morale allo spettatore, ma del resto True Blood ha applicato questa tecnica a tutti gli argomenti di attualità affrontati sin dal pilot.

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Nel complesso la puntata è stata un misto di angoscia e risate sparse, forse per la prima volta in questa stagione le risate sono state più di due, merito della già citata Pam e del solito Jason (“history’s a bitch“). C’è stato anche il primo passo falso della stagione, ossia aver introdotto Sarah Newlin la scorsa settimana, con tanto di colpo di scena finale, ed averla ignorata del tutto in questo episodio. Ma è un dettaglio quasi trascurabile considerando l’andamento della trama e, ora che Eric e Pam si sono riuniti agli altri, sembra lecito prevedere un’ulteriore convergenza delle storie; magari fino ad un epico scontro finale Sookie-Vampiri contro Sarah Newlin? Del resto, la stessa Anna Camp ha dichiarato che la punizione più crudele per Sarah sarebbe venire trasformata in vampiro, e che in quel caso potrebbe decidere di andare incontro alla true death immolandosi sotto il sole sul tetto di una chiesa gridando “death to all vampires!“… sarebbe una scena epica!

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