True Blood – 7×07 May Be The Last Time – by S.

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Negli ultimi episodi di quest’ultima stagione True Blood trova il perfetto equilibrio tra tutte le sue caratteristiche distintive: oltre ad un’insolita introspezione e alle riflessioni sulla morte, novità di quest’anno, ritroviamo infatti le tipiche scene di sesso (grazie, Arlene) e i tipici momenti comici quasi ridicoli, il tutto accompagnato da una ricca carrellata di vecchi personaggi e richiami al passato, a continuare quel “ritorno alle origini” su cui la stagione ha puntato sin dal primo episodio.

Le storyline di Eric e Bill, dopo una temporanea unione, sono tornate a svilupparsi parallelamente, ma ci sono comunque alcuni importanti punti in comune: entrambi, infatti, sembrano desiderare più morire che resistere alla malattia, ed entrambi vengono spronati dalle donne della loro vita, rispettivamente Pam e Sookie. Se, però, Pam riesce a far ragionare un Eric completamente accecato dal desiderio di vendetta (con la collaborazione di Mr. Yakonomo Corporation: un giapponese con l’accento texano, facciamogli un applauso), Sookie si limita a blaterare cose inutili sui miracoli e la magia che li circonda; queste sue convinzioni non le sono d’aiuto e, infatti, sia l’intervento dell’infallibile dottoressa Ludwig sia quello del bis-bis-bis (ecc.) nonno Niall si rivelano inutili. La prima fa comunque qualcosa di interessante, ossia lascia intendere che il rapido avanzamento della malattia di Bill potrebbe non essere dovuto al sangue di fata di Sookie (“that’s not how this virus work”), mentre il secondo è inutile e basta: se ne sta lì a parlare dei miracoli che sono anche nelle piccole cose, sembra Yoda che parla a Luke della Forza (“you must feel the Force around you; here, there, between you, me, the tree, the rock, everywhere; yes, even between the land and the ship”), e lo stesso vale per quando Niall dice a Sookie che la morte è un miracolo tanto quanto la vita (“death is a natural part of life; rejoice for those around you who transform into the Force”, maestro Yoda disse). A Sookie ovviamente non frega nulla di diventare un cavaliere Jedi, quindi invita gentilmente il nonno a sparire dalla sua vista e non possiamo che darle ragione; tutti questi falliti tentativi di salvare Bill la costringono a prendere in considerazione la possibilità che di perderlo davvero per sempre (ma Eric e Pam non potrebbero avvertirla dell’antidoto?), ed è così che molto rapidamente abbandona tutto il rancore accumulato negli anni e corre da lui in camicia da notte (chiara citazione dell’episodio 1×06) per baciarlo e concedersi a lui per quella che potrebbe essere l’ultima volta, mentre le vene sul corpo di Bill si fanno sempre più evidenti. Considerando che il funerale di Alcide si è svolto due giorni fa, e che lei gridava ai quattro venti quanto lo amasse, questa svolta è un po’ repentina; ma del resto nemmeno lei credeva all’amore per Alcide e mancano tre episodi alla fine, era necessario fare dei passi avanti. Ora che Sookie e Bill hanno ritrovato il loro amore è evidente che non sarà questo l’evento a cui mirerà il finale, e di questo siamo grati: True Blood non può essere ridotto ad un triangolo amoroso ed il percorso di Sookie l’ha portata ad affrontare questioni ben più rilevanti di “che uomo sceglierò?”. Tuttavia, permane quella sensazione di morte e desolazione, cosa che fa presagire un finale tristissimo con una Sookie rimasta sola; forse le rimarrà solo Jason, e ricominceranno insieme da dove tutto è iniziato, dalla famiglia Stackhouse?

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Una certa speranza arriva dall’imminente cattura di Sarah Newlin: le sue allucinazioni sono state la parte più divertente della puntata, e come se le esortazioni degli ex non lo fossero abbastanza (“christian!” “buddhist!”) l’apice arriva quando lei trova le forze di reagire: “I choose myself! I am the Messiah!!”: è completamente pazza. Questo la rende anche molto pericolosa ed imprevedibile, cosa si inventerà adesso che Eric e la Yakuza l’hanno accerchiata? Le scene di Sarah ci hanno anche regalato alcuni momenti di nostalgia: non solo è riapparso il povero Steve Newlin, ma lei si è rifugiata alla chiesa della Fellowship of the Sun dove si svolse gran parte della seconda stagione, e lei stessa ha ricordato l’epica scena di Jason che giocava a flag football (non quella della vasca da bagno, però!). Allucinazioni a parte, Jason è stato parte di un’altra triste reunion, quella con Hoyt (a Bon Temps per il funerale della madre, con accanto una nuova fidanzata da cui Jason non riesce a staccare gli occhi, tanto per gradire): sebbene sia stato bello rivederli insieme, i due ex migliori amici sono la perfetta rappresentazione delle cose che non saranno mai più come prima (sia per il tradimento sia perchè Jessica ha ammaliato Hoyt cancellando tutti i ricordi di lei e Jason). Credo, comunque, che in qualche modo quei vecchi avvenimenti torneranno a galla, anche solo perchè è l’ultima stagione e bisogna chiudere il cerchio. Questa storyline di tradimenti riguardanti Jessica e Jason, del resto, si estende anche a Violet che, dopo averci mostrato la sua collezione di giocattoli erotici direttamente da 50 Shades of Gray, passa all’attacco e affonda i suoi denti nella povera (e idiota) Adilyn per attirare la sua nemica.

Rimangono sulla sfondo Tara, Lettie Mae e Lafayette, ma quel poco che si vede è sufficiente a far capire che la rivelazione è vicina, anche se nessuno ne senta particolarmente il bisogno. Solo tre ore di televisione ci separano dall’addio a Bon Temps e tutti i nodi stanno venendo al pettine: moriranno proprio tutti tutti? Salvate almeno Pam!

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