True Blood – 7×10 Thank You (Series Finale) – by S.

sookiebillfinale

Dopo sette anni di messa in onda, domenica 24 agosto è stato trasmesso il finale di True Blood, che come tutti i finali ha scatenato grandi polemiche tra i fan; sono state molte le accuse lanciate agli autori, ma nonostante qualche pecca qua e là non credo che fosse possibile fare di meglio nè che la storia potesse finire molto diversamente, almeno non senza perdere una certa coerenza.Il desiderio di Bill di andare incontro alla true death è uno degli argomenti più dibattuti: da un lato bisogna riconoscere che Bill ha sempre avuto molta nostalgia della sua vita da umano, e lui stesso sottolinea che l’Hep-V l’ha fatto sentire più umano che mai; il messaggio che si voleva trasmettere con questa decisione è che anche la vita umana, di cui la morte fa necessariamente parte, ha una sua bellezza ed una sua poesia (“the natural cycle of life is beautiful in and of itself, and […] death gives life meaning”, ha precisato lo showrunner). Dall’altro lato, a differenza di quanto sostiene Buckner, non vedo nulla di eroico nella scelta di chiedere a Sookie di ucciderlo: capisco che Bill voglia andarsene in modo dignitoso, quindi magari non vuole aspettare di esplodere in poltiglia per la malattia, ma potrebbe anche fare tutto da solo, con discrezione e senza costringere tutti ad affrontare questa sofferenza. Tutto quel discorso sul suo amore per Sookie e sul fatto che deve morire per renderla libera e permetterle di avere la vita che merita è un insieme di arroganza e prepotenza, che raggiunge il suo massimo con la pretesa che lei rinunci ai suoi poteri. Il fatto che Sookie in passato abbia desiderato una vita normale non dà certo a Bill il diritto di decidere per lei e di privarla di una parte della sua natura, e sono molto contenta che anche Sookie sia giunta a questa conclusione. Nonostante il tema principale di True Blood sia sempre stata l’integrazione, con i vampiri presentati come allegoria del mondo omosessuale, il finale riporta l’attenzione sulla sola vera protagonista, Sookie, e se il vampiro a cui è sempre stata legata muore l’allegoria continua comunque con lei nei momenti in cui riflette sulla proposta di Bill; e più che la conversazione con il reverendo, pur interessante, a dare una svolta è nonna Stackhouse che, nel flashback, ricorda alla piccola Sookie che “you can have any kind of life you want; you can persevere; anything you want, Sookie, you are entitled to it. There are no limits on you if you don’t put them on yourself”: può avere ciò che desidera, ciò che le spetta, senza dover rinunciare per questo ad una parte di se stessa, senza dover cambiare ciò che è. Non è forse questo ciò che True Blood ci ha sempre insegnato? Ed è questo che, nel tempo, Sookie fa: trova la felicità rimanendo fedele alle sue origini; conoscere il volto del marito nel flashforward non è importante, ciò che conta è Sookie sia riuscita ad andare avanti facendo tesoro di tutto ciò che ha vissuto in passato. A questo si aggiunge la bellissima performance di Anna Paquin: quando improvvisamente sente i pensieri di Bill nei suoi occhi si legge il terrore, e le scene nella tomba sono a dir poco strazianti; quel pianto in mezzo a ciò che rimane del suo grande amore trasmette un dolore ed uno smarrimento indescrivibili con le parole, che soltanto chi rimane solo al mondo può comprendere.

jessicahoyt

La storyline di Jessica ed Hoyt è stata molto frettolosa e un po’ forzata, ancora più che nel precedente episodio: come lei stessa ha sottolineato, i ricordi che Hoyt ha di lei “start yesterday”, va bene l’amore ritrovato ma addirittura le nozze sono un po’ troppo. Nonostante questo e il maschilismo estremo del desiderio di Bill che Jessica fosse “spoken for”, la scena del matrimonio è stata molto commovente, ed ha fornito un buon pretesto per un’ultima ironica conversazione tra Arlene e Holly su un’ipotetica gravidanza di Jessica: “a cute little baby vamp” “with his little tiny teeth” “breastfeeding would be a bitch!”. Un’altra piacevole conseguenza è la ritrovata armonia tra Jason e Hoyt: in fondo il primo si è pentito abbastanza e merita di essere perdonato, e anche se Hoyt non ha ricordi della loro amicizia Jason dà il consiglio più saggio: “let’s go out there and make some new memories”. Così come Sookie imparerà a ricominciare ed a crearsi una nuova vita, lo stesso possono fare anche loro. Ho anche apprezzato la presenza di Brigette nel flashforward; anche se l’evoluzione di Jason in uomo maturo (“ain’t gonna be no girlfriend fucker again”) ed in padre di famiglia avrebbe meritato più attenzione, la permanenza di Brigette a Bon Temps sembra quasi dare un senso alle loro vicissitudini: potrebbe essere imbarazzante essere amici per lei ed Hoyt, ma in fondo si può dire che non sia successo niente di grave tra loro, è come se la loro relazione, invece di essere semplicemente andata male, fosse servita a condurre ognuno verso il proprio vero amore.

pamericfinale

Pur essendo l’episodio finale, Eric e Pam non hanno purtroppo avuto nessuna scena con gli altri protagonisti (a causa degli impegni di Alexander Skarsgaard), ma questo non ha reso la loro storyline meno interessante, tutt’altro: Eric si è finalmente deciso a far fuori tutta la Yakuza (era ora!), e uno dei migliori momenti dell’episodio è senza dubbio quello in cui balla a ritmo di musica mentre guida con i cadaveri sul sedile posteriore! Questi due personaggi fanno ciò che hanno sempre saputo fare: si reinventano e ricominciano, insieme, e questa volta con un legame al passato, ossia il Fangtasia tornato in auge. Ho apprezzato molto la collocazione delle scene in cui girano l’infomercial (con un cameo di Charlaine Harris), che hanno alleggerito l’atmosfera dopo la straziante morte di Bill ed in vista del toccante saluto finale. Sarah Newlin per la prima volta non riesce a salvarsi (nonostante il tentativo in extremis di farsi trasformare), ma mi aspettavo qualcosa di più che una monotona prigionia per anni ed anni; almeno ci ha regalato un simpatico scambio di battute con Pam: “I’m an horrible person, aren’t I? “yes, dear, you are”.

truebloodfinale

Pochissimo spazio è stato dedicato a Lafayette e a Sam, ma quelle inquadrature finali sono state sufficienti a farci capire che hanno avuto il loro happy ending, così come tutti gli altri. Una stagione iniziata in un clima apocalittico e privo di speranza si conclude, in contrapposizione, con tutti i personaggi che ritrovano serenità nelle loro vite; nonostante fossero veramente innamorati, con la morte di Bill lui ritrova quella parte umana di sè che pensava di aver perso per sempre e lei impara ad accettarsi per quello che è ed a vivere la vita che sempre desiderato. L’atmosfera familiare degli ultimi episodi si fa ancora più forte: da un lato, con una carrellata di volti noti (Tara e nonnna Stackhouse nel flashback, persino Alcide attraverso il nome sul suo furgone) per rendere omaggio a tutti coloro che, per sette anni, hanno dato vita a True Blood, e dall’altro con quella scena conclusiva in cui festeggiano il ringraziamento tutti insieme a casa Stackhouse, il centro di tutte le avventure. Sarà difficile affrontare la prossima estate senza vampiri, ma prendiamo esempio da Sookie & co.: andare avanti fieri di essere stati true to the end.

Facebooktwittergoogle_pluspinteresttumblrFacebooktwittergoogle_pluspinteresttumblr

Un pensiero su “True Blood – 7×10 Thank You (Series Finale) – by S.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *