True Detective – 2×01 The Western Book of the Dead (Season Premiere) – Recensione by R.

TrueDetective_SeasonPremiere

La seconda stagione di True Detective è iniziata e, sebbene la premiere proceda piuttosto lentamente e con un po’ di confusione, non posso dire di non averla apprezzata. Il caso fulcro delle indagini ci mette ben 60 minuti ad arrivare, rimanendo sullo sfondo per l’intero episodio, ma in quel tempo Nic Pizzolatto ci presenta i protagonisti di questa nuova antologia, con le loro vite combattute tra l’apparenza pubblica e la cruda verità privata.

Il primo con cui facciamo conoscenza è il Detective della cittadina di Vinci Ray Velcoro, interpretato da Colin Farrell, l’unico insieme al criminale-gestore di casinò Frank Semyon (Vince Vaughn) di cui vediamo un flashback; ai tempi in cui Ray era Vice Sceriffo a Los Angeles aveva accettato un’informazione da Semyon sull’identità dell’uomo che aveva attaccato e stuprato sua moglie. Non sappiamo cosa ne abbia fatto, ma sappiamo che da quel momento i rapporti tra i due non si sono mai interrotti, tuttora Velcoro elargisce favori a Frank. La loro chiacchierata al bar è la scena che ho preferito; al di là della natura della loro conoscenza – a livello di potere sbilanciata a pro di Frank – entrambi mi sono sembrati più sinceri e vulnerabili tra loro rispetto a tutti gli altri individui con cui hanno avuto a che fare: Ray parla della scarsa possibilità circa la custodia del figlio, Frank del suo ricorso alla fecondazione assistita. Agli occhi degli altri entrambi cercano di dare un’immagine forte e fiera di se stessi, eppure le loro parole non trovano corrispondenza nei fatti.

TrueDetective_2x01_Ray

Ray sostiene di fronte alla sua avvocatessa di non avere nulla da nascondere (“I welcome judgement”) e sprona il figlio Chad (nato esattamente nove mesi dopo lo stupro della ex moglie, con conseguente inevitabile dubbio sulla paternità), terrorizzato dai bulli, a camminare a testa alta, “strong (…) be proud”, a essere l’uomo che lui stesso in primis vorrebbe essere; salvo poi essere proprio lui a maltrattarlo e umiliarlo per farsi dire il nome del ragazzino che lo ha tormentato e a picchiare il padre di quest’ultimo con tanto di cruda minaccia. Prepotente con due ragazzini quanto remissivo agli ordini di Frank, per il quale assale un giornalista che sta solo facendo il suo lavoro. Ray però è anche l’uomo il cui matrimonio è andato distrutto dopo l’aggressione alla moglie, che lo ha lasciato e gli ha portato via quel figlio amato incondizionatamente, senza mai chiedere il test del DNA. Al pari di Rusty nella prima stagione, anche Velcoro ha alle spalle una storia che rende difficile non cercare di comprenderlo o perlomeno che ci impone di non giudicarlo troppo severamente.

TrueDetective_2x01_Frank

Da parte sua Frank ha una moglie che lo sostiene e lo vede per il grande uomo che si presenta in pubblico. Frank deve dare un’immagine di potere per mantenere la sua posizione, ma questa è messa in crisi dalla sua inevitabile dipendenza da uomini più potenti di lui – al momento dipende soprattutto dal russo Osip e dal city manager Caspere – i cui possibili cambi di opinione gli fanno temere di non essere abbastanza; non abbastanza pulito, non abbastanza corrotto, non abbastanza nel giro: “Never do anything out of hunger, not even eating” è il suo motto, eppure continua a domandarsi se non avesse dovuto pagare per entrare nel country club.

Rachel McAdams è lo Sceriffo Ani Bezzerides, che incontriamo per la prima volta mentre cerca di tagliare corto con il ragazzo, desideroso di farsi perdonare per averle proposto una posizione sessuale su cui lei non concordava. Il sesso non l’abbandona neanche in seguito, quando a capo di un’indagine su un sito di “cam-girls” scopre che fra le ragazze coinvolte c’è la sua sorellina Athena, ex pornostar, il mondo è piccolo eh?! E in modo più che sorprendente visto che nella successiva ricerca di una ragazza scomparsa, Ani s’imbatte in suo padre Eliot (il serial killer di Disturbia), guru di un centro religioso ultimo posto di lavoro della donna – spero che non ci siano troppo monologhi da parte dell’uomo, quello che fa in questo episodio mi ha già abbastanza confusa (alla fine, l’universo è privo di significato o no?). Scopriamo così che da quando la madre si è suicidata, Eliot ha smesso di comportarsi da padre con le figlie, cosa che agli occhi di Ani è la ragione principale del disastro in cui è caduta la famiglia. Ma saranno davvero gli altri il problema? La strana reazione col ragazzo, le insinuazioni mosse da Athena ed Eliot e il problema con l’alcol lasciano il dubbio che in realtà sia Ani la prima ad essere incasinata, mascherata solo in apparenza dal ruolo di Sceriffo. Rachel McAdams qui non ricorda nulla delle protagoniste delle sue varie commedie romantiche né tantomeno della Regina George di Mean Girls, il taglio di capelli aiuta in tal senso, ma sicuramente in primis c’è la performance dell’attrice; vedremo se il suo personaggio riuscirà a riscattare l’immagine di una “donna sempre vittima dell’uomo” criticata nella passata stagione.

TrueDetective_2x01_Ani

Infine abbiamo Paul Woodrugh (Taylor Kitsch) poliziotto, sospeso dal servizio per aver barattato una prestazione sessuale con la non inflizione di una multa. La realtà è che era stata la ragazza a fare la proposta, cambiando poi versione dinanzi presumibilmente al rifiuto dell’uomo. Una situazione che si fa più chiara quando scopriamo che Paul ha assolutamente bisogno del viagra; Woodrugh si presenta come il macho di turno, quello per cui la sua donna è impaziente, con un corpo segnato dagli anni nelle armi – e da uno sconosciuto evento precedente – ma questa immagine viene poi completamente ribaltata dalla scena nel bagno, dal suo non trascorrere mai le notti con la compagna e dalla fragilità psicologica emersa nella successiva corsa in moto potenzialmente e intenzionalmente letale.

Perlomeno quella folle corsa gli permette di trovare il cadavere dell’uomo che tutti stanno cercando, il city manager Ben Caspere. Il suo corpo lo vediamo sin dai primi minuti, quando compare come il misterioso passeggero di un’auto; in una seconda scena è chiaro che sia già morto. Mentre facciamo conoscenza con i nuovi protagonisti, Caspere aleggia sullo sfondo come un fantasma (dopotutto il nome che rimanda al fantasmino Casper non può essere un caso), trasportato da non si sa chi verso la costa del Pacifico. Occhi bruciati dall’acido e ferite pelviche che lo hanno dissanguato è lui il caso che collega Ray, Frank, Ani e Paul. E al pari di questi ultimi anche lui è molto diverso dalla sua immagine pubblica: dalla perlustrazione a casa sua, Ray scopre un uomo con particolari gusti erotici, nonché scheletri dai dubbi significati mistico-religiosi.

TrueDetective_2x01_Paul

L’episodio 1 della prima stagione ci aveva da subito fornito un’idea generale della struttura in cui ci saremmo mossi nelle puntate successive: il racconto a posteriori di un vecchio caso (apparentemente) chiuso da parte dei due caratterialmente opposti detective, Rust e Marty, il tutto snodato in un’atmosfera cupa e filosofico-religiosa; al termine l’indagine era già in pieno corso. Per capire invece come i protagonisti di questa nuova stagione sarebbero finiti insieme ci vuole l’intera premiere, che solo nella conclusione ci regala il primo scambio di sguardi tra Ani, Ray e Paul. Tutti e tre con l’espressione “E questi da quale angolo della California saltano fuori?!”, ma con delle vite private accomunate da fallimento, rabbia e autodistruzione, mascherate all’esterno dai ruoli lavorativi che ricoprono. La posizione di Paul è quella che mi lascia più perplessa rispetto alle prossime indagini, essendo per ora solo un poliziotto che fuori dal servizio si è imbattuto in un cadavere, mentre il criminale Frank, seppure dall’altra parte delle barricata, avrà per forza un ruolo visti gli affari in corso con Caspere e il rapporto con Velcoro. I giornalisti che hanno già assistito ai primi tre episodi assicurano che la fiducia in questa nuova stagione è ben riposta, quindi non resta che aspettare di seguire i suoi protagonisti finalmente insieme per le strade della California.

Facebooktwittergoogle_pluspinteresttumblrFacebooktwittergoogle_pluspinteresttumblr

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *