True Detective – 2×05 Other Lives – Recensione by R.

TrueDetective_2x05_Woodrugh

“Other Lives” ci introduce nella seconda metà della stagione, con un piccolo salto nel tempo che ci porta a 66 giorni di distanza dalla sparatoria che ha concluso il quarto episodio. Per i media e le istituzioni il caso Caspere è ormai chiuso, la responsabilità è attribuita alla banda di messicani, i pezzi grossi di Vinci sono rimasti ai loro posti e il Procuratore Generale si è candidato a Governatore. E i nostri tre sopravvissuti? Degradati; Ani è dietro alla scrivania dell’archivio prove, Paul alle frodi assicurative, mentre Ray ha dato le dimissioni e ha accettato l’offerta di lavoro di Frank. Ciò che Velcoro aveva profetizzato alla Bezzerides nelle settimane precedenti si è realizzato. I loro superiori hanno colto al volo l’opportunità di individuare un colpevole qualsiasi, mantenendo Vinci nello stesso stato di corruzione in cui è sempre stata, mentre i tre “expendables” sono stati messi da parte senza troppi complimenti, anzi peggiorando di fatto le condizioni in cui si trovavano prima che questa storia iniziasse. Il caso Caspere aveva dato ad ognuno di loro un modo per mantenere viva la parte migliore di sé: Ray stava cercando di iniziare una nuova vita, Ani affidava all’indagine la sua immagine di donna forte e Paul si rifugiava in quel ruolo da eroe d’azione in cui solo sembra sapere chi è veramente – non a caso la sparatoria era stata il suo momento migliore, da “fucking god warrior” usando le parole di Velcoro. Ora invece perdono anche quel poco che gli era rimasto.

TrueDetective_2x05_Paul

Dalla sua aspirazione a tornare sul campo – così gli era stato promesso ad inizio indagine – alla causa contro l’attrice (dove ovviamente non si azzarderebbe mai a giocare la carta del suo orientamento sessuale) a Woodrugh tutto va storto e le donne della sua vita non sono di grande supporto. Se a casa fatica a sostenere il ruolo di compagno, futuro padre e genero (la suocera è appena arrivata e sembra già un po’ invadente), da mamma la situazione si fa insopportabile; non solo Paul scopre che i soldi guadagnati in Afghanistan sono stati sperperati dalla donna, ma Cynthia si lancia in una “predica” che probabilmente quel povero ragazzo ha dovuto sopportare per tutta la vita, contribuendo a renderlo pieno di complessi sul suo vero io. La madre gli rinfaccia infatti di aver dovuto dire addio alla sua carriera da ballerina per lui, aggiungendo però quella parolina in più che getta Paul nuovamente sull’orlo del baratro “You ruined my career, you ungrateful asshole. I carried you for nine months and I’ve been carrying you ever since with your weirdness”. Ecco cos’è il segreto di Paulie per mammina, “weirdness”, ed ecco che i discorsi al figlio volti a fargli sfruttare il suo essere “a good-looking white man” per ben altro che non diventare “somebody’s husband” assumono un significato più incisivo rispetto a quell’ambiguo interesse per lui manifestato nell’episodio 2: probabilmente uno qualunque degli uomini corrotti di Vinci che sollazzano tra prostitute e soldi sarebbe il suo ideale di figlio perfetto e grato. Nel frattempo Ray rischia seriamente di perdere Chad, ora che la richiesta della ex moglie di un test di paternità è stata accettata, mentre Ani deve barcamenarsi tra l’archivio e le riunioni per i molestatori sessuali.

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I tre ex detective sono stati messi da parte, perché indipendentemente dal lavoro svolto e dal legittimo dubbio sulla colpevolezza dei messicani (ma chi ci ha mai creduto?), quella è la soluzione più conveniente per coloro che tirano le fila di Vinci. Siamo nella situazione opposta a quella in cui si erano trovati Marty e Rusty dopo l’apparente chiusura del caso nell’episodio 5 della scorsa stagione: quella coppia di detective non era stata degradata, anzi aveva guadagnato rispetto e prestigio, almeno fino ai primi dubbi sugli omicidi ed alla rottura dei rapporti tra i due. Anche in Louisiana la corruzione la faceva da padrona e così è stato fino alla fine, ma in California ci viene sbattuta in faccia sin dal principio. Vinci è stata infatti subito presentata come una città perennemente ed irrimediabilmente imbrigliata nella corruzione ed andando avanti ne abbiamo solo ulteriori conferme: il Procuratore Generale (il Masuka di Dexter) che voleva smascherare Velcoro, ora corre per la nomina a Governatore, con ricchi ed improvvisi finanziamenti a suo sostegno; mentre il Capo della Catalyst non perde tempo a chiedere un favore – recuperare l’hard disk di Caspere – a Frank in cambio delle terre che quest’ultimo già aveva acquistato dal city manager.

Frank ovviamente accetta, bramoso di riconquistare ciò che ha perso e di raggiungere il livello a cui aspira da una vita, ossia quello che gli consentirà di non doversi mai più sporcare le mani, di non essere più un gangster – per quanto questa parola non gli piaccia, è la più adatta a descriverlo, basta con queste lamentele! Ma sarà mai davvero così? Già quando aveva conosciuto la moglie credeva di essere ad un passo dal cambiare vita, eppure adesso è tornato indietro. La risalita è di nuovo lunga e difficile, specialmente ora che viene a galla la verità sul suo rapporto con Ray.

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Una verità scioccante, che contribuisce in modo decisivo alla reunion dei tre detective speciali, dopo che Ani, riprendendo in mano le ricerche della ragazza scomparsa, Vera, s’imbatte nell’ennesima coincidenza con la morte di Caspere; da alcune foto di una festa a cui Vera aveva partecipato, la donna riconosce infatti Caspere ed un Senatore. È da questi indizi che prende il via l’indagine segreta di Ani, Ray e Paul, sotto la supervisione della Davis – la donna dell’ufficio del Procuratore, insospettita dall’improvvisa ricca carriera dell’ex collega. I tre sono così di nuovo insieme, hanno l’opportunità del riscatto facendo ciò che finora gli è riuscito meglio e restituiscono almeno un punto fermo alle loro vite incasinate. Velcoro è quello meno convinto, eppure la stessa donna che un tempo spronava Ani a sedurlo pur di incastrarlo per corruzione, ora in cambio della sua collaborazione gli promette l’affidamento del figlio. Ma perché Ray si dedichi davvero all’indagine, è necessaria una spinta affinché comprenda che quella nuova vita a cui stava dando una chance prima della sparatoria è l’opzione migliore e ancora tempestiva, riconoscendo la verità delle parole di Ani “Never too late to start all over again”. E per Ray è un vero spintone, ben più pesante della promessa sulla custodia di Chad, un colpo di scena che lo costringe a rivalutare gli ultimi anni: l’uomo che aveva aggredito sua moglie non è quello che gli era stato indicato da Frank; qualunque cosa Velcoro abbia fatto a quell’uomo e che da allora lo tiene legato a Semyon, è frutto di un inganno perché il vero stupratore è stato arrestato poche settimane fa.

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In un primo momento Ray sfoga la sua rabbia nell’indagine, venendo così a sapere da un malmenato Dottor Pitlor, che le feste organizzate da Tony Chessani e Caspere prevedevano non solo un giro di prostitute, ma anche la raccolta di materiale per ricattare gli ospiti – quindi forse è quest’ultimo il contenuto dell’hard disk scomparso. In pochi minuti i tre detective fanno più passi avanti nel caso di quanti ne abbiano fatti nei precedenti episodi; dopo che Paul scopre che Dixon indagava sui diamanti blu trovati nella cassetta di Caspere prima del ritrovamento di quest’ultima, Ani lo conduce a nord, presso il luogo da cui Vera ha fatto l’ultima telefonata: è qui che in un capanno è stato ucciso Ben Caspere. La banda di messicani puzzava di messinscena sin dal primo istante, una trovata improvvisa per sviare ed affossare quei tre “expendables” che si stavano avvicinando troppo alla verità. Ma ora i reali pezzi del puzzle cominciano ad unirsi, il quadro si chiarisce e la serie inizia finalmente a decollare, aumentando conseguentemente l’interesse per le prossime puntate. Tuttavia il motivo principale per cui si attende l’episodio 6 è senza dubbio la resa dei conti tra Ray e Frank; “Other Lives” si è infatti concluso con il primo che gli dice “You and me need to talk”; quale sarà la reazione di Velcoro ora che sa che Semyon l’ha solo e sempre sfruttato?

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